
Intervento di restauro degli Annessi Rurali di Villa ” Crico, Avogadro degli Azzoni “
(PNRR,M1C3 – INVESTIMENTO 2.2)
Finanaziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – CUP H97B22000450006


Storia Annessi Rustici
La storia degli annessi rustici e dei granai di Villa degli Azzoni Avogadro a Bivai è strettamente legata all' evoluzione economica e sociale della Valbelluna, dove la villa veneta non era solo un luogo di svago, ma il vero fulcro di una efficiente azienda agricola.
1. Le Origini: Sulle rovine del castello
Il complesso sorge su una collina dove in epoca medievale svettava un antico castello fortificato a tre torri (da cui, secondo la tradizione, deriva il nome Bivai, ovvero bivio o crocevia di strade fortificate). Quando nel XVII secolo la struttura venne convertita in villa di campagna, i primi annessi rustici nacquero riutilizzando parzialmente le vecchie murature in pietra locale.
2. Il Seicento e il Settecento
La gestione degli Annessi Rustici
In questo periodo gli annessi assunsero la conformazione classica. Accanto al corpo padronale vennero sviluppati gli annessi rustici, collegati alla villa tramite un portale ad arco.
Il piano terra ospitava le scuderie, i ricoveri per i carri e gli attrezzi.
I granai superiori divennero vitali per la conservazione dei raccolti (principalmente cereali, fieno e legumi) che i coloni e i mezzadri conferivano alla proprietà come quota del raccolto.
Le ampie aperture e i ballatoi in legno (le piole) servivano a far circolare l' aria per evitare che l' umidità tipica della pedemontana bellunese facesse marcire le sementi.
3. Ottocento e il Novecento
L' espansione agricola
Tra l' Ottocento e i primi del Novecento, per impulso del conte Rizzolino degli Azzoni Avogadro, la villa subì importanti ampliamenti.
I rustici e i granai vennero potenziati.
La tenuta era ricca e attiva:
oltre alle normali attività agricole, divenne un centro di studi e passioni scientifiche e naturali per i proprietari (nella villa era persino conservata una ricca collezione di modelli in gesso di funghi della
zona). Durante la Prima Guerra Mondiale, l' intero complesso ospitò figure storiche, tra cui il Re d' Italia Vittorio Emanuele III.
4. Il Recupero Moderno
Da deposito a spazio culturale
Con il declino della mezzadria nel secondo dopoguerra, i granai persero la loro funzione originaria, rischiando l' abbandono.
Negli ultimi decenni, un attento restauro conservativo promosso dagli eredi della famiglia ha salvato le strutture rurale: la pietra e i ballatoi lignei esterni sono stati consolidati, mentre gli enormi spazi interni dei granai sono stati riadattati. Oggi questi ambienti sono concepiti come spazi polifunzionali capaci di coniugare le attività legate alla vita agricola con l’ospitalità. Grazie alla loro verbalità le sale si trasformano per accogliere eventi privati , fungendo al contempo da cornice ideale per la degustazione guidata da prodotti del nostro territorio.

Informazioni per l’accesso
L’edificio è visitabile due volte al mese :
lunedì e mercoledì dalle ore 17.00 alle 19.00 su prenotazione
Per informazioni contattare : +39 347-4302609 / +39 049 8735707- Mail : segreteria@bivai.it